Stress: come gestirlo per vivere meglio
Lo stress è una risposta automatica del nostro organismo, sia fisica che psicologica, che ci consente di adattarci alle richieste e alle sfide della vita quotidiana.
Il primo a studiare sistematicamente questo fenomeno fu il medico austriaco Hans Selye (1907-1982), che individuò nella reazione d’allarme la risposta iniziale allo stress. In questa fase si osserva un aumento della frequenza cardiaca, della respirazione e di altri processi fisiologici, tutti regolati da un’intensa produzione di ormoni, tra cui spicca il cortisolo.
In condizioni normali, dopo l’allarme, l’organismo entra in una fase di adattamento, durante la quale ritorna all’equilibrio fisiologico. Tuttavia, se la condizione di stress si prolunga o si ripete troppo spesso, si può giungere a una fase di esaurimento, in cui aumenta la vulnerabilità a varie malattie (Watson & Breedlove, 2014).
Quando lo stress diventa dannoso
Uno stress prolungato nel tempo può avere effetti negativi sulla salute fisica e mentale, generando un circolo vizioso: lo stress indebolisce il corpo, e il malessere fisico diventa a sua volta fonte di nuovo stress.
Tra le conseguenze patologiche dello stress cronico troviamo affaticamento, diabete, ipertensione, depressione dell’ovulazione, impotenza, ridotta resistenza immunitaria, apatia e invecchiamento nervoso accelerato (Sapolsky, 1992).
Il principale responsabile di questi danni è un eccesso di cortisolo, che indebolisce il sistema immunitario e altera numerosi processi biologici.
Stress e sistema immunitario
La connessione tra stress e sistema immunitario ha una spiegazione evolutiva. In natura, lo stress serve per affrontare situazioni di emergenza: per esempio, una zebra che scappa da un leone utilizza tutte le energie per salvarsi e solo dopo potrà guarire le ferite.
Negli esseri umani, invece, la capacità di sostenere lo stress per lunghi periodi può diventare un rischio per la salute, se non impariamo a gestirlo e trasformarlo in stress positivo.
Stress positivo e stress negativo
Lo stress non è intrinsecamente né buono né cattivo: tutto dipende da come lo percepiamo e lo gestiamo.
Un certo livello di stress è inevitabile — e persino utile — per vivere un’esistenza significativa. Gli eventi più intensi della vita, positivi o negativi, sono accompagnati da un’attivazione psicofisica.
Selye distinse due forme di stress:
- Eustress, lo stress positivo, che ci stimola, accresce la vitalità e migliora la nostra efficacia;
- Distress, lo stress negativo, che ci fa sentire sopraffatti, ansiosi e privi di controllo.
Secondo la psicologa Kelly McGonigal (2018), è la percezione dello stress come dannoso a renderlo pericoloso per la salute, più che lo stress stesso. Pensare costantemente che una situazione sia troppo impegnativa o stressante può trasformare tale convinzione in una profezia che si autoavvera. Come affermò Selye negli anni Settanta:
“Lo stress c’è sempre; l’unica cosa importante è assicurarsi che sia utile a se stessi e agli altri.”
Effetti sul corpo e sulla mente
Il famoso motto latino “Mens sana in corpore sano” racchiude una verità sempre attuale: benessere fisico e benessere mentale sono strettamente collegati.
Quando lo stress è eccessivo e mal gestito, i danni possono manifestarsi su entrambi i piani.
Le ricerche in medicina psicosomatica e psicologia della salute mostrano che relazioni sociali soddisfacenti e emozioni positive rafforzano il sistema immunitario e migliorano la resistenza alle malattie (Watson & Breedlove, 2014).
Bibliografia
- McGonigal, K. (2018). Il lato positivo dello stress. Come sfruttare le tensioni della vita per diventare più forti, felici e resilienti. Milano: Corbaccio.
- Sapolsky, R. M. (1992). Stress, the Aging Brain, and the Mechanisms of Neuron Death. Cambridge, MA: MIT Press.
- Selye, H. (1956). The Stress of Life. New York: McGraw-Hill.
- Watson, N. V., & Breedlove, S. M. (2014). Principi di psicobiologia del comportamento. Bologna: Zanichelli.
Come posso aiutarti?
Lo stress è parte della vita, ma quando diventa troppo intenso o prolungato può farci perdere il contatto con noi stessi e con ciò che è davvero importante.
Nel mio approccio umanistico-esistenziale, ti accompagno a riconnetterti con te stesso, a dare senso alle tue esperienze e a ritrovare equilibrio e serenità.
Ecco come posso aiutarti:
- Ascoltandoti con empatia, per comprendere ciò che stai vivendo senza giudizio.
- Aiutandoti a riconoscere i segnali dello stress, le emozioni e i bisogni che spesso trascuri.
- Sostenendoti nel ritrovare un senso personale a ciò che stai attraversando, trasformando la difficoltà in occasione di crescita.
- Guidandoti verso una maggiore consapevolezza del presente, per vivere con autenticità e libertà interiore.
- Accompagnandoti nel prenderti cura di te, del tuo corpo e delle tue relazioni, ritrovando equilibrio tra mente, emozioni e valori.
Gestire lo stress non significa eliminarlo, ma imparare a viverlo in modo più consapevole, trasformandolo in una risorsa per conoscerti meglio e crescere come persona.
Ritrovare equilibrio tra corpo, mente e valori
L’approccio umanistico-esistenziale considera l’essere umano come un’unità inscindibile di corpo, mente, emozioni e spirito.
Il supporto psicologico favorisce la cura di sé in tutte queste dimensioni, promuovendo pratiche di autoconsapevolezza corporea, respirazione e rilassamento, insieme a un lavoro profondo sul modo di stare nel mondo.
Gestire lo stress significa anche vivere in coerenza con i propri valori, ritrovando equilibrio e armonia interiore.
L’approccio esistenziale considera lo stress non solo come un sintomo da eliminare, ma come un segnale di trasformazione.
Ogni momento di crisi può diventare un’occasione per interrogarsi su ciò che si desidera, su ciò che è importante, su come si vuole vivere.
Ti accompagno in un percorso di ricerca di senso, aiutandoti a trasformare la tensione in crescita personale.
Adotto un approccio integrato che considera la persona nella sua globalità, andando oltre il sintomo per includere le esperienze pregresse, lo stile di attaccamento, le relazioni significative, il contesto ambientale e i valori individuali.
Il percorso terapeutico è finalizzato a favorire l’autonomia nella gestione delle difficoltà quotidiane, attraverso il potenziamento delle risorse personali e l’acquisizione di strumenti efficaci.